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	<title>ItOpen - Soluzioni WebGIS Open Source &#187; Sysadmin</title>
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	<description>[lang_en]Open Web Solutions: WebGis, Open Source development[/lang_en][lang_it]Soluzioni WebGIS e sviluppo software Open Source[lang_it]</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Jul 2010 19:07:28 +0000</lastBuildDate>
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		<item>
		<title>Un tunnel SSH per postgresql</title>
		<link>http://www.itopen.it/2008/07/30/un-tunnel-ssh-per-postgresql/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 15:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Pasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Sysadmin]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tunnel SSH per postgresql non è una novità ma non credo sia inutile riportarlo in quanto ho visto indicazioni fuorvianti in giro per la rete. La macchina remota ha IP 192.168.1.2 con SSH in esecuzione sulla porta non standard 12345 ssh -p12345 -L 3333:localhost:5432 root@192.168.1.2 A questo punto la connessione può essere attivata sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tunnel SSH per postgresql non è una novità ma non credo sia inutile riportarlo in quanto ho visto indicazioni fuorvianti in giro per la rete.</p>
<p>La macchina remota ha IP 192.168.1.2 con SSH in esecuzione sulla porta non standard 12345</p>

<div class="wp_syntax"><div class="code"><pre class="bash" style="font-family:monospace;"><span style="color: #c20cb9; font-weight: bold;">ssh</span> <span style="color: #660033;">-p12345</span> <span style="color: #660033;">-L</span> <span style="color: #000000;">3333</span>:localhost:<span style="color: #000000;">5432</span> root<span style="color: #000000; font-weight: bold;">@</span>192.168.1.2</pre></div></div>

<p>A questo punto la connessione può essere attivata sulla macchina locale collegandosi alla porta 3333, in questo modo si accede al server remoto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Difendere Apache dagli spambot con mod_rewrite</title>
		<link>http://www.itopen.it/2006/06/07/difendere-apache-dagli-spambot-con-mod_rewrite/</link>
		<comments>http://www.itopen.it/2006/06/07/difendere-apache-dagli-spambot-con-mod_rewrite/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 16:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Pasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sysadmin]]></category>

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		<description><![CDATA[Come blindare il vostro Apache e lasciare fuori gli spammer]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Un problema non da poco</h2>
<p>Se è capitato anche a voi di vedere qualche simpaticone scaricare tutto il vostro sito a caccia di indirizzi email, forse vi sarà venuta voglia di impedirgli di fare danni intasando la banda (che si paga cara!) e magari trovando veramente gli indirizzi email lasciati da qualche incauto.</p>
<h2>Un minimo di teoria</h2>
<p>Per cercare gli indirizzi email contenuti nelle pagine di un sito, gli spammer utilizzano dei programmi che &#8220;scaricano&#8221; tutte le pagine di un sito seguendone i collegamenti interni, e le analizzano in cerca di stringhe (sequenze di caratteri) che possano assomigliare a degli indirizzi di posta elettronica.
</p>
<p>Quando li trovano, li memorizzano e li usano per sommergervi di posta-spazzatura.
</p>
<p>I programmi usati dagli spammer sono spesso (purtroppo non sempre) riconoscibili da particolari stringhe che li identificano, queste stringhe di connessione sono simili ma non identiche a quelle che i normali browser mandano quando si collegano al vostro server.</p>
<h2>Mod_rewrite: il coltellino svizzero degli URL</h2>
</p>
<p>Se il vostro server web è il diffusissimo Apache, questo dispone di un modulo (quasi sempre installato di default) che permette di manipolare gli indirizzi in vario modo, anche tramite istruzioni condizionali che analizzano le stringhe di connessione.
</p>
<p>Ammesso che mod_rewrite sia correttamente installato, è quindi sufficiente inserire alcuni comandi nel file <strong>.htaccess</strong> per redirigere gli spammer su una pagina alternativa.
</p>
<p>Ecco un esempio di configurazione:</p>
<p><code lang="bash"><br />
# attiva il motore<br />
RewriteEngine On</p>
<p>RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT}   Extractor    [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT}  ^EmailSiphon       [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^EmailWolf       [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^ExtractorPro     [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Mozilla.*NEWT   [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Crescent         [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^CherryPicker    [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^[Ww]eb[Bb]andit  [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^NICErsPRO        [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Telesoft         [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Zeus.*Webster    [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Microsoft.URL    [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^Mozilla/3.Mozilla/2.01 [OR]<br />
RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^EmailCollector<br />
RewriteRule .*                   nospam.html                         [L]<br />
</code></p>
<p>In questo caso la pagina alternativa è <em>nospam.html</em>, qualsiasi pagina venga richiesta da un client che si identifica con una delle stringhe intercettate dalle espressioni regolari inserite sopra, viene automaticamente rediretto sulla pagina nospam.</p>
<h2>Vendetta, tremenda vendetta!</h2>
</p>
<p>Una possibile ritorsione, potrebbe essere quella di creare dinamicamente una pagina ricca di collegamenti e indirizzi email che puntino all&#8217;indirizzo IP dello spammer, in questo modo si potrebbe per lo meno infastidirlo (se il programma che usa non è abbastanza furbo da indovinare il trucco).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Impressioni su Virtuo Virtual Private Server</title>
		<link>http://www.itopen.it/2006/05/13/impressioni-su-virtuo-virtual-private-server/</link>
		<comments>http://www.itopen.it/2006/05/13/impressioni-su-virtuo-virtual-private-server/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 May 2006 21:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Pasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sysadmin]]></category>

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		<description><![CDATA[Più spendi meno spendi? Alcune prime (pessime) impressioni sul servizio di hosting Virtuo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un mio cliente ha recentemente acquistato dello spazio su un server <a href="http://www.ngi.it/virtuo/">Virtuo di NGI </a>, si tratta di una linea di prodotti basati sulla virtualizzazione di Linux. Dal punto di vista hardware, l&#8217;azienda dichiara di utilizzare delle blade biprocessore con Xeon 3GHz, il sistema di storage utilizza un SAN collegato in fibra.</p>
<p>A seconda della configurazione i prezzi possono cambiare anche parecchio, il mio cliente ha scelto la configurazione &#8220;basic&#8221; che prevede una non meglio specificata priorità 5 nell&#8217;uso di RAM e CPU.</p>
<p>Confesso che ero sinceramente interessato a provare Virtuo, tanto da aver più volte meditato se acquistarne uno io stesso, ma purtropo dopo poco più di dieci minuti sul server, mi sono reso conto dello scampato pericolo.</p>
<h2>Chi va piano&#8230;</h2>
<p>L&#8217;antico motto non si applica purtroppo anche alla new economy, semmai è stato sostituito dall&#8217;adrenalinico <em>Smaller Faster Cheaper Better</em>, purtroppo il Virtuo si è subito rivelato più lento di una qualsiasi ADSL alice, mi sembrava di essere tornato ai tempi dei modem a 56K.</p>
<h2>Leggendo qui e là</h2>
<p>Mi sono accorto che la mia opinione su Virtuo è piuttosto condivisa: <a href="http://www.giorgiotave.it/forum/viewtopic.php?t=4502"> Il Mega Flop di NGI VIRTUO Virtual Server</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PHP5 come CGI</title>
		<link>http://www.itopen.it/2005/08/15/php5-come-cgi/</link>
		<comments>http://www.itopen.it/2005/08/15/php5-come-cgi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2005 17:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Pasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sysadmin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.itopen.it/2005/08/15/php5-come-cgi/</guid>
		<description><![CDATA[La stringa di configurazione per permettere a PHP5 di essere correttamente eseguito come CGI.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In teoria basterebbe un <code>./configure</code>, ma per compilare PHP5 in modo che possa selettivamente essere eseguito sia come modulo apache sia come CGI (a seconda per esempio dell&#8217;estensione degli script) occorrono alcuni accorgimenti:</p>
<p><code lang="bash"><br />
./configure --with-interbase --with-mysql=/usr --with-ming=/usr --with-png-dir \<br />
--with-jpeg-dir=/usr/local/src/jpeg-6b --with-zlib-dir --with-gd \<br />
--with-flatfile \<br />
--enable-exif --with-ttf --with-freetype-dir=/usr/include/freetype2 \<br />
--with-t1lib --enable-gd-native-ttf --enable-debugger \<br />
--enable-mbstr-enc-trans --with-iconv --with-pgsql --enable-dbase \<br />
--enable-force-cgi-redirect<br />
make clean<br />
make install<br />
service httpd stop<br />
service httpd start<br />
</code></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un desktop virtuale con VNC</title>
		<link>http://www.itopen.it/2005/08/12/un-desktop-virtuale-con-vnc-2/</link>
		<comments>http://www.itopen.it/2005/08/12/un-desktop-virtuale-con-vnc-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2005 12:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Antoniazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sysadmin]]></category>

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		<description><![CDATA[<acronym title="Virtual Network Computing">VNC</acronym> é un acronimo per <strong>V</strong>irtual <strong>N</strong>etwork
<strong>C</strong>omputing.
E` un sistema client/server che mette a disposizione di un utente un desktop.
Questo desktop può essere acceduto da altri computer in rete
e può anche essere condiviso.
Con VNC puoi lavorare su un computer senza esserci per forza
seduto davanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Un esempio d&#8217;uso</h1>
<p>
Vuoi scaricare dalla rete parecchi dati, magari stai scaricando le ISO della tua distribuzione Linux preferita. Questa operazione durerà diverse ore. Per scaricare i dati stai usando, diciamo, Firefox.<br />
Hai un portatile ed é in rete con altri computer. Puoi usare i computer della rete per fare il download.
</p>
<p>
Ti connetti su un computer della rete (usando magari ssh) e lanci<br />
il server di VNC <strong>vncserver</strong>.<br />
Questo farà partire un desktop su quella macchina. Dopodiché fai partire il visualizzatore di VNC <strong>vncviewer</strong> sul tuo portatile, specificando il server VNC a cui ti vuoi connettere (in questo caso quello che hai appena fatto partire). A questo punto sei connesso al desktop remoto e potrai lanciare Firefox e tutte le applicazioni che vorrai. Potrai chiudere il vncviewer ed andartene.<br />
La prossima volta che ti riconnetterai col vncviewer a quel server VNC ritroverai il desktop come l&#8217;avevi lasciato l&#8217;ultima volta ammesso che il server VNC non sia stato terminato nel frattempo <img src='http://www.itopen.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p><img src='http://www.itopen.it/wp-content/vnc.jpg' alt='VNC in XFCE' /></p>
<p><span style="font-style: italic;">Esempio di sessione GNOME con un vncviewer che mostra un desktop XFCE in cui si vede il browser Firefox&nbsp; &#8211; beh, detta così sembra le scatole cinesi <img src='http://www.itopen.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </span></p>
<h1>Come fare nel dettaglio</h1>
<h2>Inizializzazione del server VNC</h2>
<p>Supponiamo che l&#8217;utente che utilizzi per tutto l&#8217;esperimento sia <strong>dan</strong> e che il computer su cui farai partire il server si chiami <strong>mela</strong>. Il desktop che farai partire con vncserver apparterrà quindi all&#8217;utente dan.<br />
<br />
Ecco l&#8217;esempio della sessione:<br />
<code lang="bash"><br />
dan@uva > ssh dan@mela<br />
dan@mela password:<br />
dan@mela > vncserver<br />
You will require a password to access your desktops.<br />
Password: *****<br />
Verify: *****<br />
New 'mela:1 (dan)' desktop is mela:1<br />
Creating default startup script /home/dan/.vnc/xstartup<br />
Starting applications specified in /home/dan/.vnc/xstartup<br />
Log file is /home/dan/.vnc/mela:1.log<br />
</code><br />
Analizziamo cosa é successo:</p>
<ul>
<li>Ti sei connesso su mela con <strong>ssh</strong>.</li>
<li>Hai lanciato <strong>vncserver</strong>, il quale ti ha chiesto una password. Questa password ti verra chiesta ogni volta che ti connetterai al server.</li>
<li>vncserver ti ha detto che <strong>mela:1</strong> sarà il desktop (o <strong>display</strong>) a cui potrai contattarlo col client.</li>
<li>vncserver ha creato, essendo la prima volta che lo lanci, una directory <strong>/home/dan/.vnc</strong> e dentro ci ha messo alcuni file di utilità:
<ul>
<li><strong>mela:1.log</strong>: il log del server. Se per qualche motivo non dovesse partire il server, in questo file é scritto il perché.<br />Questo file viene ricreato ad ogni lancio del server.    </li>
<li><strong>mela:1.pid</strong>: con l&#8217;ID del processo del server.<br />Questo file viene ricreato ad ogni lancio del server.
    </li>
<li><strong>passwd</strong>: con la password (cifrata) che hai fornito.</li>
<li><strong>xstartup</strong>: lo script di inizializzazione con cui viene lanciato il server VNC.<br />Il server VNC é a tutti gli effetti un server X, ed é in grado di far partire qualsiasi ambiente grafico desideri.<br />Di default parte con uno scarno <strong>twm</strong>. Se sostituisci l&#8217;ultima linea del file e ci metti <strong>startxfce4</strong> invece di twm (non togliere il        carattere <strong>&amp;</strong> mi raccomando!) avrai qualcosa  di più evoluto. </li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>A questo punto puoi passare ad usare il client.</p>
<h2>Uso del client VNC</h2>
<p>A questo punto su <strong>mela</strong> sta girando un ncserver.<br />
Fai partire il client vnc. Se vuoi lanciarlo a linea di comando é molto semplice, il comando si chiama:<br />
<code>vncviewer</code><br />
Ti chiederà il <strong>VNC server</strong> (nel caso dell&#8217;esempio<br />
<strong>mela:1</strong>) e <strong>Password</strong>, quella che hai fornito la prima volta che hai fatto partire il server.</p>
<h2>Chiusura di una sessione di lavoro</h2>
<p>Se vuoi sospendere la sessione, per poi riprenderla successivamente, ripartendo da dove eri arrivato l&#8217;ultima volta a lavorare sul desktop,<br />
é sufficiente che tu chiuda l&#8217;applicazione vncviewer.</p>
<p>
Se vuoi terminare definitivamente la sessione, terminando anche il server VNC, devi usare il comando <strong>vncserver</strong> con l&#8217;opzione <strong>-kill</strong> sulla macchina su cui hai fatto partire il server VNC.<br />
Quindi:
</p>
<p>
<code>dan@uva &gt; ssh dan@mela<br />dan@mela's password: <br />dan@mela &gt; vncserver -kill :1<br />Killing Xvnc process ID 4838<br /></code>
</p>
<p>
<strong>NOTA:</strong> se usi il bottone di <strong>Logout</strong> del desktop remoto il server VNC finirà in uno stato indeterminato e dovrai uccidere il server con <strong>vncserver -kill :1</strong>.
</p>
<h1>Uso avanzato del server VNC</h1>
<h2>Cambiare la password del server VNC</h2>
<p>Per cambiare la password del server devi connetterti sulla macchina su cui gira il server e lanciare il comando </p>
<p><strong>vncpasswd</strong>:<br />
<code>dan@uva &gt; ssh dan@mela<br />dan@mela's password: <br />dan@mela &gt; vncpasswd<br />Password:<br />Verify:<br /></code><br />
<strong>NOTA:</strong> Questo comando non chiede la vecchia password, si fida del fatto che sei l&#8217;utente dan (sei stato autenticato dal sistema al login).</p>
<h2>Server VNC multipli</h2>
<p>Se vuoi puoi far partire diversi server sulla stessa macchina, magari con utenti diversi. VNC é in grado di gestire questa situazione assegnando ad ogni server un display diverso: mela:1 mela:2 e così via&#8230;</p>
<p>Puoi anche decidere di far partire un server sul display che decidi tu,<br />
per esempio il 20: </p>
<p><code>dan@uva &gt; ssh dan@mela<br />dan@mela's password: <br />dan@mela &gt; vncserver :20<br /></code></p>
<h2>Dimensione del desktop per il Server VNC</h2>
<p>Se hai un monitor piccolo, quando usi il vncviewer può essere antipatico avere un server con un desktop troppo grosso: continueresti ad usare le barre di scorrimento per accedere a tutta l&#8217;area visibile. In questo caso puoi far partire il server con le dimensioni del desktop che preferisci, nell&#8217;esempio <strong>800&#215;600</strong>:</p>
<p><code>dan@uva &gt; ssh dan@mela<br />dan@mela's password: <br />dan@mela &gt; vncserver -geometry 800x600<br /></code><br />
In questo caso vedrai che la finestra del vncviewer sarà ridotta rispetto al default.</p>
<h2>Condivisione del desktop per il Server VNC</h2>
<p>Questa funzionalità é sicuramente una tra le più impressionanti,<br />
consente a più utenti simultaneamente di accedere allo stesso desktop.<br />
Quello che fai tu da un client lo vedono tutti dagli altri client.<br />
Questo tipo di modalità é particolarmente utile per mostrare applicativi al lavoro a più persone contemporaneamente.<br />
Tutte le persone sui client possono fare tutto e il primo che muove il<br />
mouse prende &quot;il controllo&quot;.<br />
<br />
Ci vuole armonia <img src='http://www.itopen.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
<br />
Ecco come lanciare il server:</p>
<p><code>dan@uva &gt; ssh dan@mela<br />dan@mela's password: <br />dan@mela &gt; vncserver -alwaysshared<br /></code><br />
<strong>NOTA:</strong> Uno scenario tipico per questa modalità<br />
é quello in cui alcuni client accedono al server attraverso internet.<br />
Bisogna considerare i seguenti problemi di sicurezza:</p>
<ul>
<li>la password con la quale ci si connette al server VNC viaggia in chiaro</li>
<li>il protocollo usato da VNC per la comunicazione client/server non è cifrato ma in chiaro.</li>
</ul>
<p>Queste problematiche di sicurezza possono essere risolte usando<br />
<strong>ssh</strong>.</p>
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